È ufficiale: la
paventata discarica di Corcolle, sita a poca distanza da Villa Adriana di Tivoli, non si farà (leggi
comunicato AGI). Si chiude così la spinosa vicenda che aveva
suscitato le comprensibili proteste di Italia Nostra, delle
associazioni ambientaliste e di numerose personalità della cultura e
una vasta eco internazionale, nonché la minaccia di dimissioni del
Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi.
il blog di Manlio Onorato
Il blog di Manlio Onorato ... immagini, pensieri, divagazioni
lunedì 28 maggio 2012
giovedì 24 maggio 2012
Musicalità della pittura di Carlo Nangeroni
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| "Venezia" , 2011, acrilico su tela cm 53 x 53 |
Dopo gli esordi figurativi e la successiva adesione ai modi dell' action painting da cui distilla una sempre più controllata gestualità, da oltre cinquant'anni Carlo Nangeroni costruisce con estrema sapienza le sue opere valendosi di un numero ridotto di elementi, in particolare il cerchio, quasi fossero note musicali suscettibili di un numero pressoché illimitato di combinazioni sia pure all'interno delle rigorose regole dell'armonia. Il riferimento alla musica è infatti immediato, come del resto per gran parte dell'astrattismo, ma raramente è sviluppata a tal punto e con tale leggerezza l'arte della variazione.
Opere recenti di Nangeroni sono esposte fino al 31 maggio alla galleria Scoglio di Quarto di Milano.
mercoledì 9 maggio 2012
Milano riscopre il Bramantino
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| Bramantino - Adorazione del Bambino - 1485 ca Milano, Pinacoteca Ambrosiana |
domenica 29 aprile 2012
Soltanto in sogno: la breve vita di Antonia Pozzi
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| "Grigna, settembre 1935" |
"Il mio disordine. È in questo: che ogni cosa per me è una ferita attraverso cui la mia personalità vorrebbe sgorgare per donarsi ". Sono parole tratte dai Diari di Antonia Pozzi, di cui ricorre quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Personalità complessa e sofferta, scelse la morte a soli 26 anni; la celebre italianista Maria Corti, che la conobbe negli anni dell'università, la definì "una di quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull'orlo degli abissi". Pubblicate postume nel '39, le poesie di Antonia Pozzi furono poi riproposte per interessamento di Eugenio Montale nella prestigiosa collana Lo specchio, dell'editore Mondadori, quale riconoscimento pieno della sua statura letteraria. Fino al 13 maggio una mostra a Riva del Garda riunisce documenti e fotografie della scrittrice, lasciate a Dino Formaggio ("Perché l'unico fratello della mia anima sei tu " si legge nel biglietto che accompagnava la busta che le conteneva), ulteriore testimonianza di una sensibilità che eccede la parola e l'immagine stessa; qualche mese dopo Antonia viene trovata agonizzante in un prato nei pressi dell'abbazia di Chiaravalle, avvelenata dai barbiturici.
La vita
Alle soglie d’autunno
in un tramonto
muto
scopri l’onda del tempo
e la tua resa
segreta
come di ramo in ramo
leggero
un cadere d’uccelli
cui le ali non reggono più.
18 agosto 1935
Soltanto in sogno. Lettere e fotografie per Dino Formaggio a cura di Giuseppe Sandrini, edizioni Alba Pratalia, Verona 2011
In questo libro sono riunite per la prima volta le appassionate lettere che Antonia Pozzi (1912-1938) inviò a Dino Formaggio, suo compagno di studi all'Università di Milano, negli ultimi due anni della sua vita, prima di morire suicida e di diventare, con la pubblicazione postuma di "Parole", una delle poetesse italiane più lette ed amate. A Dino Formaggio (1914-2008), destinato a una lunga e brillante carriera di filosofo dell'arte, Antonia affidò anche quella che considerava la sua più importante eredità: una busta piena di fotografie scattate nei suoi "luoghi dell'anima" (da Pasturo alle Dolomiti, dalla Liguria alle campagne lombarde), dietro alle quali scrisse delle didascalie che specificano impressioni, fantasie, sentimenti. Le lettere, quasi tutte inedite, sono pubblicate nel loro testo integrale e accompagnate da una scelta di 75 fotografie (riprodotte a colori per non perdere, nella stampa, le cromie d'epoca) che bene esprimono l'amore di Antonia per la natura e per le umili figure del lavoro umano: ne esce il ritratto veridico di un giovane donna in bilico tra la "fatica sacra" della poesia e l'urgere di una vita fortemente "sognata".
sabato 21 aprile 2012
Etica e scienza: un intervento di Dario Antiseri sul "Corriere della Sera"
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| Dario Antiseri |
In un post dello scorso febbraio citavo un articolo di Claudio Magris sul "Corriere della Sera" sulla "deriva del relativismo", spesso degradato a comodo opportunismo. Sulla stessa testata l'altro ieri Dario Antiseri sosteneva le ragioni di un equilibrato relativismo (vai all'articolo). Le due posizioni, più che essere antitetiche, sono complementari. Merita in particolare attenzione la rigorosa distinzione dei diversi domini dell'etica e della scienza: "La scienza sa, l'etica valuta. Molto può fare la ragione nell'etica, ma la cosa più importante che essa può fare in ambito etico sta nel farci comprendere che l'etica non è scienza. Esistono spiegazioni scientifiche e valutazioni etiche: non esistono spiegazioni etiche".
giovedì 12 aprile 2012
Tutta l'arte è contemporanea: Francesca Bonazzoli sul "Corriere della Sera"
Prendendo spunto dall'inaugurazione del MiArt , la fiera internazionale d'arte aperta da oggi a Milano e in particolare dalla distinzione tra arte moderna e contemporanea nella distribuzione dei settori espositivi di tale fiera, Francesca Bonazzoli sul "Corriere della Sera" sostiene che "quando Gino De Dominicis affermava che tutta l'arte è contemporanea non faceva che rimarcare quello che ogni artista ben sa: che cioè tutta l'arte nasce dall'arte" [...] Gli storici potranno separare, dividere, incasellare, ma il farsi del'arte è sempre, e non altrimenti, che contemporaneo [...] Non è forse arte ciò che è nel mondo sempre aperto al moltiplicarsi del suo senso? Ciò che non resta confinato in un tempo circoscritto e assoluto ma continua a rinnovarsi in una contemporaneità di segni? E non è questo tanto antico, quanto moderno e contemporaneo?".
Che dire però quando l'arte (o presunta tale) si riduce a un mero valore di scambio confinato nel tempo circoscritto di una compravendita di titoli finanziari?
leggi anche i miei post del 29.12.2011 e del 5.4.2012
giovedì 5 aprile 2012
Il sasso nello stagno (III). Damien Hirst e il pallino dell'arte
La prestigiosa Tate Modern di Londra dedica una grande retrospettiva a Damien Hirst, il più celebre degli Young British Artists lanciati alla fine degli anni 80 da Charles Saatchi (contitolare di un prestigioso studio pubblicitario, collezionista e gallerista).
Damien Hirst riesce
sempre a far parlare di sé: e dopo gli squali e i vitelli in
formaldeide e il famoso teschio tempestato di diamanti e poco prima
della grande mostra alla Tate (i tempi non credo siano casuali...) ha
esposto, contemporaneamente in tutte le undici gallerie di Larry
Gagosian disseminate per il mondo, la serie completa dei suoi Spot
Paintings,
realizzati dal 1986 al 2011 ed eseguiti materialmente da un folto
stuolo di collaboratori. Robert
Storr, critico ed artista, rettore della Yale School of Art e
Direttore dell'esposizione d'arte della 52a Biennale di Venezia nel
2007, è stato categorico: si tratterebbe di dipinti che "senza
alcuna finezza pittorica ripetono su sfondo bianco opaco dei dischi
da catalogo di colori -solo un pallido ricordo delle complesse reti
policrome di Ellsworth Kelly, Gerhard Richter e altri modernisti
[...] non
hanno in realtà nulla a che fare con l'arte, a nessun livello. Hanno
però molto a che fare con il tentativo di attrarre clienti pieni di
soldi che non riescono a trovare strumenti finanziari interessanti
per parcheggiare o investire rapidamente il loro denaro. Offrendone
la serie completa, Hirst ha dato ai suoi Spot
Paintings il
carattere di arte industriale certificata, di un'emissione di azioni
relativamente limitate e prontamente negoziabili, redimibili presso
la Banca Gagosian, ben accolte dalle case d'asta in tutto il mondo".
In definitiva un esempio lampante della fagocitante
finanziarizzazione dell'economia a tal punto ramificata da poter
parlare ormai di "finanziarizzazione dell'arte".sabato 31 marzo 2012
La scomparsa di Antonio Tabucchi
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| Antonio Tabucchi |
martedì 27 marzo 2012
"L'undicesimo giorno" di Francesca Ruth Brandes
L'editore Lieto Colle ha pubblicato nella Collana Blu "L'undicesimo giorno", il nuovo libro di poesie di Francesca Ruth Brandes .
dalla prefazione di Francesca Ruth Brandes
Ciò che resta
Ho messo da parte
i tuoi passi un po’ stanchi
a bordo del canale
i tuoi passi un po’ stanchi
a bordo del canale
l
e bandiere di un rosso
sbiadito
dell’ultimo circolo
e il vino canaglia
e bandiere di un rosso
sbiadito
dell’ultimo circolo
e il vino canaglia
del nostro discutere
cavo
la barca legata scrostata
dai pensieri.
cavo
la barca legata scrostata
dai pensieri.
Intorno sovrana
si gonfia la notte.
Ho messo da parte
i tuoi racconti
di personaggi storti
perduti anch'essi
scrostati dal salso
finiti nel vaso
del nostro narrare
li ho raccolti per l'alba.
E se ancora sogni
sul limitare dei cantieri
deserti
un esile suono di lotta
di sangue
vita che fiotta dalla gola
lascialo uscire per acqua
fino a Marghera.
lunedì 26 marzo 2012
I "Giardini di luce" di Joaquin Sorolla
Ha ragione Marco Vallora, recensendo la mostra di Joaquin Sorolla (1863-1923) al Palazzo dei Diamanti di Ferrara -la prima in Italia- nel sostenere che, se " uno citasse oggi, in un articolo, il suo pur rilevante nome, quale riferimento imprescindibile di quel passaggio storico tra la Belle Epoque e la Modernità (accanto ai più persistenti Boldini, Tissot, Whistler, Zorn e Sargent) rischia di passare per snob, alla ricerca di nomi preziosi, ormai muti ai più. Mentre al tempo, invece, a Biennali e Quadriennali, era popolarissimo ed influente. Ma lo era per una pittura fluida, rutilante, mondaneggiante e mediterranea, di cui qui non c’è quasi più traccia" (leggi l'articolo). Sorolla era certamente un artista di successo, alieno da radicalismi e sperimentalismi che pure sembrerebbero stuzzicarlo; ma questa mostra, dedicata alla produzione tarda (in buona parte contemporanea a cubismo e futurismo) e più intima, incentrata su quei "Giardini di luce" evocati dal titolo (quelli dell'Andalusia e poi quello della casa di Madrid) è un'autentica festa per gli occhi, godibilissima e peraltro assai più vicina alla nostra sensibilità delle opere che ne decretarono il successo. La pennellata, fluida e mobilissima, si concede in queste tele una straordinaria libertà, ma soprattutto colpisce ed affascina la luminosità palpitante che sembra irradiare dal supporto; ed è proprio questo debordare della luce il fulcro di tanta della migliore pittura del novecento... giovedì 22 marzo 2012
Ancora sulla retorica dell'inglese per tutti
Qualche giorno riferivo su questo blog di un articolo di Tullio Gregory sulla retorica dell'inglese per tutti ( leggi l'articolo di Gregory sul Corriere della Sera ); interviene oggi sull'argomento -ancora sul Corriere della Sera Cesare Segre ( leggi l'articolo ), le cui osservazioni meritano attenzione : " È noto quanto sia scarsa in Italia la conoscenza delle lingue straniere" annota Segre "Basta sentire gli annunzi fatti nelle stazioni e all'interno dei treni o dei mezzi pubblici, per essere presi dallo sconforto.Il principale cambiamento intervenuto negli ultimi anni sta nel fatto che prima erano tre o quattro le lingue storpiate, ora è una sola, l'inglese. Insomma, un'unificazione linguistica sulla base dell'ignoranza. Perciò non si può apprendere se non con piacere che in qualche facoltà universitaria si faccia già lezione direttamente in inglese, almeno per certi corsi". Perciò ben venga la lingua inglese, sempre e comunque? Saggia la conclusione dell'articolo: "Nella furia di pretesa innovazione che sta strozzando il sapere umanistico, viene il timore che non si sappia distinguere fra la traduzione utilitaria, informativa, descrittiva, utile appunto a scopi pratici, e quella ad alta definizione, indispensabile per qualunque approfondimento di ordine culturale e storico-linguistico. Questo possibile errore di prospettiva significherebbe il sacrificio di qualunque ricerca umanistica progredita, e renderebbe l'uso dell'inglese un'esibizione di facciata. Realizzando un altro paradosso: concentriamo i nostri sforzi là dove la nostra soggezione verso l'estero è conseguenza inevitabile di un'inferiorità economica difficile da colmare; ci condanniamo invece a una sudditanza insensata in ambiti, come la ricerca umanistica, dove l'Europa, ma soprattutto l'Italia, godono di una riconosciuta superiorità. Pessimi esportatori, tra l'altro". Parole sante!
domenica 18 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Il paesaggio incantato
Ho approfittato del mio breve soggiorno a Francoforte per visitare allo Staedel Museum la mostra "Claude Lorrain. Il paesaggio incantato", aperta fino al 6 maggio.
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| Claude Lorrain - "Noli me tangere" - 1681 |
Un paesaggio inventato, scenario di episodi tratti da miti, poemi e testi sacri, ma inondato di una luce palpitante catturata in innumerevoli schizzi dal vero: una visione ideale che si nutre di emozioni autentiche. Emerge una sensibilità affatto nuova che lo porta a superare progressivamente l'impianto scenografico delle opere giovanili; dal classicismo carraccesco e dal magistero di Poussin, attraverso Agostino Tassi, l'artista sembra gettare un ponte verso romanticismo e impressionismo. Si deve probabilmente soprattutto a Lorrain l'affermarsi della moderna idea di paesaggio.
mercoledì 7 marzo 2012
La retorica dell'inglese per tutti
Non si può certo negare l'utilità della lingua inglese nel lavoro e più in generale nelle comunicazioni; comprensibile quindi che i progetti di riforma si preoccupino di diffonderne maggiormente la conoscenza a tutti i livelli dell'istruzione scolastica. Ma un articolo di Tullio Gregory apparso oggi sul "Corriere della Sera" (leggi l'articolo) mette in guardia dai rischi della "retorica dell'inglese per tutti ". "Mentre la conoscenza e la pratica della lingua italiana regredisce nelle nostre scuole medie e la capacità di comprendere un testo scritto è sempre più ridotta negli adulti" ammonisce Gregory "si apre il miraggio dell'inglese come lingua comune dalle scuole alberghiere all'università: tutti dovranno parlare inglese, i portieri d'albergo come i professori, almeno per i dottorati di ricerca". L'uso di tale lingua è assunto dall'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario della ricerca, tra i parametri principali nella valutazione di "quello che, significativamente, è definito "prodotto", termine usato per indicare il risultato della ricerca scientifica [...] come se il valore della ricerca e dell'insegnamento dipendesse dalla lingua in cui si esprime". Del resto, sempre secondo l'Anvur, le pubblicazioni andrebbero valutate in gran parte sulla scorta del numero di citazioni collezionate nel giro di pochi anni (ed è chiaro che un articolo scritto in una lingua che molti conoscono ha più probabilità di essere letto; ma questo non è di per sè indice di maggiore qualità). "Cerchiamo di formare cittadini colti attraverso percorsi scolastici rigorosi" conclude Gregory "saranno migliori anche i "prodotti" per le imprese".
venerdì 2 marzo 2012
10.3.2012
Tra pochi giorni, sabato 10 marzo, inaugurerò la mia mostra a Francoforte, già annunciata in un post lo scorso dicembre.
L'opera riprodotta sull'invito ha lo stesso titolo del mio blog: "Nei fondi cieli"...
venerdì 24 febbraio 2012
La deriva del relativismo: un articolo di Claudio Magris

martedì 21 febbraio 2012
L'agonia della Grecia
Non capisco granché di economia e di mercati, ma è indecente -sia pure dando per scontati gli errori di una classe politica irresponsabile e le disfunzioni di una società soffocata da clientelismo e corruzione- quello che l'Unione Europea, la Bce e il Fondo Monetario Internazionale stanno imponendo alla Grecia: condizioni pesantissime per un prestito che assai difficilmente un paese disastrato e già ora strozzato da una pesante recessione potrà ripagare. Stupisce e preoccupa la disattenzione se non addirittura il silenzio di tanti intellettuali "progressisti" di fronte a tale scempio: è questa l'Europa che vogliamo? La posta è altissima e non è retorica ricordare quanto la Grecia abbia dato al mondo occidentale. Su tali temi da tempo si interroga Gad Lerner sia nel programma di cui è il conduttore, "L'Infedele" che nel proprio blog (http://www.gadlerner.it/), andando oltre la nuda cronaca e coinvolgendo nelle sue riflessioni economisti, politici e studiosi di varia estrazione.domenica 19 febbraio 2012
Valentino Vago: "un viaggio verso l'infinito"
Si è da poco conclusa al Museo Diocesano di Milano la mostra antologica di Valentino Vago intitolata "Dal Visibile all'Invisibile: un viaggio verso l'infinito" ( leggi le recensioni di Flaminio Gualdoni e Renato Barilli ) con la presentazione del catalogo ragionato pubblicato da Skira ( vedi scheda editoriale ).
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| Ravello Porro, Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, 2001-2002 |
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| senza titolo 1960 |
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| L.R. 166, 1991, olio su tela, cm 150 x 200 |
mercoledì 8 febbraio 2012
Antoni Tàpies se n'è andato
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| Antoni Tàpies |
Materia, segno, scrittura automatica: termini tutti legittimi per descrivere l'opera di Antoni Tàpies, ma insufficienti a cogliere l'incombente mistero delle sue opere, l'indecifrabile enigma dei suoi muri graffiati, delle croci e dei bianchi calcinati, dei neri fondi e delle tonalità cineree delle sue icone laiche. "Tàpies" scriveva ieri Vicenzo Trione sul Corriere della Sera (leggi l'articolo) "vuole portarsi al di là di ogni riconoscibilità, per intraprendere un viaggio dentro il «cuore oscuro» del mondo".
sabato 4 febbraio 2012
Allarme per le sorti della Cappella degli Scrovegni di Padova
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| Un particolare degli affreschi |
La notizia desta allarme. un auditorium di grandi dimensioni a 200 metri di distanza dalla cappella degli Scrovegni di Padova, universalmente nota per gli affreschi di Giotto, uno dei capolavori assoluti dell'arte di tutti i tempi. Italia Nostra ha lanciato un accorato appello firmato da numerosi studiosi di grande prestigio, quali Chiara Frugoni, Caro Ginzburg e Salvatore Settis (leggi articolo sul "Corriere del Veneto"). Ma la replica non si fa attendere: il Sindaco Zanonato non intende rinunciare al progetto (articolo di oggi sul "Corriere del Veneto" ). Come al solito non mancano autorevoli studi di fattibilità...ma ha senso correre un simile rischio?
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