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domenica 19 febbraio 2012

Valentino Vago: "un viaggio verso l'infinito"

Si è da poco conclusa al Museo Diocesano di Milano la mostra antologica di Valentino Vago intitolata "Dal Visibile all'Invisibile: un viaggio verso l'infinito" ( leggi le recensioni di Flaminio Gualdoni e Renato Barilli ) con la presentazione del catalogo ragionato pubblicato da Skira ( vedi scheda editoriale ).


Ravello Porro, Chiesa parrocchiale
dei Santi Pietro e Paolo, 2001-2002
senza titolo 1960
Non ha ancora trent'anni Valentino Vago quando, intorno al 1960, compie le scelte sulle quali, sia pure inizialmente con dubbi e ripensamenti ma nel volgere di qualche anno con crescente determinazione, si incardina tutta la sua successiva produzione artistica: d'ora in avanti per lui la pittura sarà  l'esplorazione di spazi di una totale alterità rispetto all'esperienza quotidiana, epifania luminosa d'intensa, stupefatta spiritualità che tenderà sempre più ad una progressiva smaterializzazione. L'approdo all'arte sacra si compie infine con naturalezza accogliendo -e anche caparbiamente cercando- la sfida di superfici di grande, talora immensa estensione, nella quale spesso riferimenti a brani celebri della grande tradizione artistica italiana sono riassorbiti nel tessuto di assonanze e musicali contrasti cromatici senza alterarne la coerenza, rivelando anzi come l'aniconicità della pittura di Vago di quella tradizione si nutra non meno che del lascito delle avanguardie storiche e dell'astrattismo d'oltre oceano: certi rosa e certi azzurri non sono forse memori del Beato Angelico?

L.R. 166, 1991, olio su tela, cm 150 x 200

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