Probabilmente l'uomo è condannato a una perenne insoddisfazione, se è vero il celebre aforisma di Marcel Proust: "Si ama solo ciò che non si possiede del tutto". Ci affascina soprattutto ciò che non abbiamo e ci sfugge o abbiamo già perso. Per usare ancora le parole del celebre scrittore, "i veri paradisi sono i paradisi perduti".il blog di Manlio Onorato
Il blog di Manlio Onorato ... immagini, pensieri, divagazioni
venerdì 30 novembre 2012
Amore e desiderio
Probabilmente l'uomo è condannato a una perenne insoddisfazione, se è vero il celebre aforisma di Marcel Proust: "Si ama solo ciò che non si possiede del tutto". Ci affascina soprattutto ciò che non abbiamo e ci sfugge o abbiamo già perso. Per usare ancora le parole del celebre scrittore, "i veri paradisi sono i paradisi perduti".sabato 10 novembre 2012
Ha quattrocento anni il Vocabolario della Crusca
Si sono recentemente celebrati i quattrocento anni del Vocabolario della Crusca, edito nel 1612 dall'omonima accademia fiorentina; all'epoca, come puntualizza Cesare Segre in un articolo sul Corriere della Sera ,"nessuna delle grandi lingue moderne aveva un vocabolario in cui fosse depositato l'assieme delle parole e dei modi di dire che costituiscono ciascuna lingua [...] Ma cos'è un vocabolario o dizionario? Oggi lo sappiamo tutti, e sappiamo come lo si usa. Sappiamo che di ogni lemma il vocabolario illustra il significato, o i vari significati; che le reggenze di parole e verbi sono indicate nel seguito della voce, e così via. Ma tutto questo dovettero inventarselo gli accademici della Crusca". Particolare significativo: quel primo vocabolario, ideato e realizzato a Firenze, fu dato alle stampe a Venezia, quasi a rappresentare un'identità della cultura italiana capace di superare confini che sarebbero caduti dopo oltre due secoli (nel 1866, con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia proclamato cinque anni prima).
Tra tradizione e innovazione l'Accademia ha saputo stare al passo dei tempi; con il titolo "Accademia 2.0: sbarca su Facebook e Youtube " un articolo sul quotidiano fiorentino La Nazione illustra i progetti per potenziare la presenza sul web dell'antica istituzione, che già dispone di un proprio sito.
sabato 27 ottobre 2012
"Nasciamo, per così dire, provvisoriamente..."
Il 26 dicembre scorso inauguravo questo blog nel segno di Rainer Maria Rilke, da un cui verso avevo ricavato il titolo. Del grande poeta voglio ora ricordare una frase che andrebbe meditata con attenzione in quest'epoca di inquietanti quanto improbabili miti identitari privi di fondamento storico e al tempo stesso di false e mutevoli identità raccattate secondo la convenienza del momento. Quanta sofferta e profonda verità, all'opposto, nelle ispirate parole di Rilke!
"Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente".
domenica 21 ottobre 2012
Il passo discreto di Robert Walser
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| Robert Walser |
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Soggiorno in una casa di campagna è il titolo di una raccolta di saggi di Winfried Georg Sebald pubblicata recentemente da Adelphi, tra i quali spicca quello dedicato a Robert Walser; è a quel saggio che Pietro Citati dedica gran parte della sua recensione del libro sul Corriere della Sera : "Il suo legame con il mondo" scrive Citati di Walser " fu dei più labili. Non giunse mai a stabilirsi da nessuna parte: non poté mai disporre di qualcosa di suo, fosse pure l’oggetto più insignificante. Non ebbe mai una casa. Non abitò mai a lungo nello stesso luogo: non possedeva un solo arredo proprio. Aveva due vestiti: un abito buono e quello per tutti giorni. Non aveva libri, nemmeno quelli che aveva scritto. Ciò che leggeva lo prendeva a prestito. Scriveva su carta di seconda mano".
Anarchico e mite sognatore, Walser era l'emblema gentile e indifeso della precarietà, autore di pagine di sommessa e indicibile leggerezza. Camminatore instancabile, attraversò il mondo in punta di piedi, quasi volesse far dimenticare la sua presenza; internato nel sanatorio di Herisau, non volle allontanarsene dopo l'avvenuta guarigione e vi rimase per oltre vent'anni senza scrivere più nulla. Morì durante una passeggiata sulla neve il 25 dicembre 1956.
“Lei non crederà assolutamente possibile che in una placida passeggiata del genere io m’imbatta in giganti, abbia l’onore d’incontrare professori, visiti di passata librai e funzionari di banca, discorra con cantanti e con attrici, pranzi con signore intellettuali, vada per boschi, imposti lettere pericolose e mi azzuffi fieramente con sarti perfidi e ironici. Eppure ciò può avvenire, e io credo che in realtà sia avvenuto.”
"La passeggiata", edizioni Adelphi
martedì 9 ottobre 2012
Vivere sotto assedio
Le foto di Gigi Riva , all'epoca inviato del quotidiano "Il Giorno" e attualmente giornalista del settimanale "L'Espresso", esposte in una mostra a Roma nell'ambito della manifestazione Fotoleggendo ripropongono una pagina dolorosa della nostra recente storia.
"Non sono un fotografo ma un giornalista. Se durante l'assedio di Sarajevo ho deciso di scattare alcuni rullini è perché ero ossessionato dal paragone col ghetto di Varsavia di cui esisteva solo la fortuita documentazione di un dilettante" scrive Riva nel catalogo "Dalle foto spero che emerga, assieme alla disperazione, anche l’estrema dignità di quegli abitanti che decisero di non piegare la testa e di simulare la normalità come forma di resistenza ".
sabato 6 ottobre 2012
Nominato il commissario del padiglione italiano alla Biennale di Venezia
Finalmente è stato nominato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi il curatore del padiglione italiano alla prossima Biennale di Venezia: è Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Macro di Roma. Lo ha intervistato per il quotidiano La Stampa Marco Vallora ( leggi l'intervista ), che tiene a precisare come tale nomina sia avvenuta "nel condivisibile silenzio preparatorio d’un attento esame dei vari progetti, presentati da una rosa di prescelti: apprezzabile neo-metodo non tutto-italiano". Dalle sobrie dichiarazioni di Pietromarchi e dalle sue precedenti esperienze si può desumere che sarà un padiglione di un genere assai diverso di quello "curato" l'anno scorso da Vittorio Sgarbi con le innumerevoli pletoriche diramazioni regionali. Un'altra breve intervista intervista la pubblica il sito di Artribune.
venerdì 28 settembre 2012
Una poesia di Luciano Erba
Recentemente un amico "se n'è andato", per sempre, oltrepassando la soglia che tutti ci attende, ineludibile. Vorrei ricordarlo con una poesia di grande delicatezza: l'ha scritta Luciano Erba, anche lui ormai scomparso un paio d'anni fa...
Quando ce ne andiamo
Quando ce ne andiamo ti ricordano per un sorriso
per un raro gesto di generosità
per un tic, per la balbuzie, per la loquacità
per la sciarpa bianca o cammello
per la cravatta sbagliata
per l'accento padano
quanto a me ricordatemi come volete
ancor meglio se ne fate a meno, vivete!
lunedì 24 settembre 2012
Pubblicate da Mondadori le interviste a Italo Calvino
Oggi sul "Corriere della Sera" Pietro Citati recensisce una raccolta di interviste a Italo Calvino curata da Luca Baranelli e Mario Barenghi (Sono nato in America. Interviste 1951-1985", edizioni Mondadori). "La cosa che più colpisce" scrive Citati "è la curiosità che Calvino prova verso sé stesso: una curiosità divertita, insaziabile, disperata, che non lo abbandonò mai dalla giovinezza al settembre 1985, quando il terribile ictus lo abbandonò al suolo sulla riva del mare. Calvino era curioso di sé stesso senza possedere un io, e soprattutto senza ostentarlo: non c’è una sola pagina qui, e in generale in tutta la sua opera, in cui egli si esibisca, si esalti, o aggredisca gli altri scrittori, vedendo in loro dei rivali o dei nemici".
Quale siderale distanza dal supponente egocentrismo di tanti scrittori sulla cresta dell'onda!
domenica 2 settembre 2012
Addio al cardinal Martini
Confesso che mi ha addolorato la scomparsa
del cardinale Carlo Maria Martini: una voce autenticamente
profetica, perché la profezia più che miracolosa preveggenza è lungimiranza
di spirito. Ieri un articolo sul Corriere della Sera ne citava un
intervento al Parlamento Europeo a Strasburgo nel 1997 (15 anni fa!) in
occasione delle celebrazioni del XVI centenario della morte di Sant'Ambrogio
(l'articolo era di Mario Monti, ma la citazione testuale è di tale pregnanza che
avrebbe potuto riportarla tale e quale anche Vendola): «Ritengo si possa dire
che l'Europa si trova di fronte a un bivio importante, forse decisivo, della sua
storia. Da un lato, le si apre la strada di una più stretta integrazione: le
linee per realizzarla sono molte e in gran parte sono incluse nella sua stessa
storia. Dall'altro lato, la strada che può aprirsi è anche quella di un arresto
del processo di unificazione o di una sua riduzione solo ad alcuni aspetti non
pienamente rispettosi dei valori su cui deve fondarsi una vera Unione [...] La
scelta, dunque, sembra essere tra un'unità più stretta capace di coinvolgere un
maggior numero di popoli e nazioni e una battuta d'arresto che potrebbe portare
alla disgregazione dell'edificio europeo o alla identificazione di tale edificio
con una sola parte del Continente». Trovo queste parole di sorprendente
attualità.
domenica 26 agosto 2012
A rischio la sopravvivenza dell'istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli
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L'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli rischia la chiusura; già è iniziato il trasferimento dell'immensa biblioteca con rare edizioni di Giambattista Vico e Benedetto Croce in un deposito a Casoria (Corriere della Sera del 24.8.2012). "Ormai non possiamo più pagare gli stipendi ai dipendenti e, se i creditori continueranno a premere, l' Istituto non arriverà a Natale" ha dichiarato il fondatore e presidente Gerardo Marotta. Una incredibile sequenza di inadempienze, promesse di una nuova sede mai realizzata, intoppi burocratici e tagli ai contributi di Stato e Regione sta portando al collasso l'istituto che -si legge in un'inchiesta dell'Unesco- "ha conquistato una dimensione che non trova termini di paragone nel mondo: organizza corsi dappertutto in Europa, pubblica opere in sei lingue antiche e moderne e contribuisce a fare di Napoli una vera capitale culturale". La lista dei protagonisti della cultura mondiale che si sono avvicendati in seminari e conferenze organizzati dall'istituto è impressionante: da Ilya Prigogine a Renato Dulbecco, da Karl Popper a Hans Georg Gadamer, da Jean Starobinski a George Steiner, per citare solo qualche nome. "Un giorno gli si darà ragione" ha scritto Jacques Derrida in una plaquette pubblicata in occasione della laurea honoris causa concessa al presidente dell' Istituto dall' Università di Paris III Sorbonne "e si comprenderà che Marotta ha visto molto lontano e con grande anticipo". Sul Corriere della Sera si legge anche della proposta di Marc Fumaroli di nominare Marotta senatore a vita: lo meriterebbe certamente molto più di altri. Condivido infine in pieno l'affermazione di Yves Hersant, direttore del Centro Europa dell' École des hautes études en sciences sociales di Parigi: "Non è concepibile veder morire l' Istituto e la sua importante biblioteca che non sono solo patrimonio italiano ma di tutta l' Europa".
mercoledì 22 agosto 2012
Arrigo Levi: non chiamiamola più "particella di Dio"
Arrigo Levi
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The Goddam particle (la particella maledetta): così il Premio Nobel Leon Lederman aveva scherzosamente definito in un suo libro il bosone di Higgs, la misteriosa entità ipotizzata da Peter Higgs nel 1964 ma di cui non si riusciva a dimostrare l'esistenza e sulla quale tuttavia sempre più numerosi i fisici -dopo le iniziali perplessità- erano pronti a scommettere. L'editore cambiò il titolo, sostituendo God a Goddam, conferendo un'alone di sacralità a quella che ormai sarebbe stata abitualmente denominata La particella di Dio. Ce lo ricorda Arrigo Levi in un elzeviro pubblicato oggi sul Corriere della Sera a qualche settimana dall'esito del clamoroso esperimento al CERN di Ginevra che lo ha finalmente "catturato" (non sono passati neppure due mesi, ma già si è sensibilmente attenuata l'eco mediatica). Condivido in pieno il giudizio di Levi: il bosone con "straordinaria storia del millenario dialogo tra l'uomo e Dio sul pianeta Terra non c'entra proprio per nulla". Sottoscrivo quindi l'invito ad abbandonare la fuorviante denominazione di particella di Dio e la conclusione dell'articolo: "La scienza faccia la sua parte, e lasci che la nostra intensa riflessione sulle sorti dell'umanità, e su Dio, faccia la sua".
venerdì 10 agosto 2012
Che fine ha fatto l'opera d'arte?
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| un'installazione a Documenta 13 - Kassel 2012 |
Con un elzeviro pubblicato ieri sul Corriere della Sera Danilo Eccher, attuale direttore della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, stigmatizza il fenomeno della "sparizione dell'opera d'arte", prendendo spunto dall'attuale edizione di Documenta Kassel. Tali rassegne internazionali, ormai numerose, di fatto non conservano più il compito originario, ereditato dalle grandi esposizioni di fine ottocento e vitale ancora fino a qualche decennio fa, "di raccogliere le «novità dell’arte», presentare le sorprese dei nuovi linguaggi, svelare prospettive inattese e stupefacenti, poiché tali funzioni sono lasciate alla flessibilità delle fiere d’arte, alla velocità delle riviste specializzate, alla bulimica frenesia delle temporary galleries e ai loro temporary collectors". Grazie anche a internet si è oggi informati in "tempo reale" e appare sempre più improbabile l'utilità di faraoniche manifestazioni che dovrebbero periodicamente informare sullo "stato dell'arte"; sempre più deus ex machina d'ogni mega-rassegna è il curatore, il cui progetto finisce per relegare "ad una inconsapevole marginalità il protagonismo dell’artista, per affermare una sempre più confusa e balbuziente centralità critica [...] L’effetto più sconvolgente è la quasi scomparsa dell’opera d’arte, sempre più ridotta a variabile decorativa o, nel migliore dei casi, a utile illustrazione del pensiero critico". Non è più quindi la singolarità dell'opera, il suo potenziale fantastico e perturbante o la sua apertura di senso a stimolare l'interpretazione e nuovi percorsi della mente, all'opposto l'arte -o forse inevitabimente qualsiasi prodotto possa farne le veci- diventa parte accessoria di un apparato discorsivo sorretto da fumose argomentazioni filosofiche e scientifiche (spesso purtroppo pseudofilosofiche e pseudoscientifiche).
E gli artisti? Molti, forse troppi, si adattano nella disperata ricerca di un posto al sole: "Spesso formalmente inconsistenti e linguisticamente sgrammaticate," osserva malinconicamente Eccher "molte opere assorbono, con ingenuità e cinismo, una superficiale aderenza a costruzioni teoriche confuse". Nessuna speranza, dunque, per l'arte contemporanea? Non necessariamente: "L’arte contemporanea" conclude l'articolo "è più viva che mai, non potrebbe essere altrimenti, solo che, forse, non frequenta più certe cerimonie, solo che, forse, non si riconosce più nelle categorie affaticate che hanno retto l’impalcatura del sistema fino a poco tempo fa".
lunedì 30 luglio 2012
Il sasso nello stagno (IV). Attenti alle "bufale"!
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| uno dei disegni del Fondo Peterzano attribuiti a Caravaggio |
Prende spunto dal tanto discusso "ritrovamento" dei cento disegni giovanili di Caravaggio l'articolo di Tommaso Montanari sul Corriere della Sera per stigmatizzare i troppo numerosi scoop rivelatisi infondati, talora nel volgere di pochi giorni. "Cosa è successo alla storia dell'arte?" si chiede preoccupato l'autore "Perché la rigorosa disciplina di Roberto Longhi ed Erwin Panofsky si è trasformata in un simile allevamento di bufale?". Paga anch'essa lo scotto della sudditanza al grande circo mediatico delle grandi mostre o -come si preferisce ormai dire- dei grandi eventi spesso costruiti proprio intorno a queste sedicenti scoperte. " Si stenta ormai perfino a dirlo," osserva preoccupato Montanari "ma la storia dell'arte è una scienza storica e l'attribuzione (cioè la capacità di riconoscere gli autori delle opere d'arte) non è una dote innata, ma il frutto di un lungo e faticoso esercizio, una tecnica che si impara e che si insegna, un metodo del quale si può dar conto razionalmente e i cui risultati si possono verificare e falsificare": ovvio, ma tutt'altro che scontato, purtroppo.
martedì 17 luglio 2012
Paolini: "La bellezza appare in controluce"
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| un'installazione di Giulio Paolini |
Ieri sul quotidiano La Repubblica è stata pubblicata l'ultima delle sei interviste dedicate da Franco Marcoaldi al "fantasma della bellezza", incontrando Giulio Paolini, artista concettuale secondo le classificazioni correnti, cui la sua opera sembra però sottrarsi per la forte connotazione estetica e un'eccedenza rispetto a qualsivoglia schema teorico. "Io
penso alla bellezza" dice Paolini "come a una figura di cui non riusciamo a
riconoscere i lineamenti e che sta collocata su una soglia, un
confine, una frontiera: percepiamo che quella soglia è abitata, ma
non riusciamo a sapere da chi, da quale immagine": un mistero, dunque, destinato a sfidare ogni definizione e a riproporsi di continuo. "La
bellezza" continua l'artista "appare in controluce: le attribuiamo i lineamenti che i
nostri occhi sono stati educati a vedere “dal vero”, ma che, di
fatto, non le appartengono. E quindi non bastano a configurarla,
a darle un volto". Nelle sue installazioni Paolini attinge spesso alla storia dell'arte e a un repertorio di immagini note in un complesso gioco di rimandi, allusioni, rispecchiamenti. Non manca nell'intervista una presa di distanza dai meccanismi invasivi del mercato: "I criteri riconosciuti e condivisi, che un tempo regolavano il mondo dell’arte, sono defenestrati, a favore di un sistema che tende a identificare il valore economico con il valore estetico dell’opera"
lunedì 16 luglio 2012
Caravaggio? La cautela è d'obbligo
La notizia (comunicato ANSA del 6 luglio) ha fatto rapidamente il giro del mondo, ovviamente: il ritrovamento di un centinaio di disegni di Caravaggio sarebbe a dir poco una scoperta strepitosa. Più che mai il condizionale è d'obbligo: prontamente sul Corriere della Sera Pierluigi Panza esprime non poche perplessità, condivise per altro da numerosi esperti. I disegni in questione appartengono al fondo, conservato nelle collezioni del Castello Sforzesco di Milano, del pittore Simone Peterzano, maestro del celeberimo artista; li hanno già studiati in passato insigni studiosi, nessuno dei quali ha mai azzardato che ve ne fossero decine di mano del Caravaggio, di cui si è sempre lamentato la scarsità di documenti sulla formazione -benché fosse ben nota la frequentazione della bottega del Peterzano- ma soprattutto la mancanza di opere riconducibili agli esordi. Interviene dopo qualche giorno sul sito Artribune Maurizio Calvesi , che non esita a stigmatizzare l'eco data dalla stampa a una notizia tutta da verificare: “L’annuncio del presunto ritrovamento di disegni del Caravaggio a Milano segnala un aspetto preoccupante della superficialità dei media, giacché è stata diffusa da giornali che un tempo avevano ciascuno un critico d’arte attendibile a cui rivolgersi in casi del genere”. I disegni del citato fondo non sembrano essere tutti del Peterzano, ma anche di suoi allievi e quindi in teoria potrebbe essercene anche qualcuno di Caravaggio, che "sarebbe tuttavia estremamente difficile riconoscere basandosi sui criteri che sono propri della storia dell’arte e cioè sull’osservazione dello stile, stile iniziale di Caravaggio che peraltro non conosciamo"; la serietà degli studi, ahimé, mal si concilia con l'ansia dello scoop!
giovedì 5 luglio 2012
Dunque il bosone di Higgs esiste!
Il bosone di Higgs esiste, non è più solo un'ipotesi teorica, dopo 48 anni è finalmente arrivata la verifica sperimentale. Peter Higgs, che nel 1964 formulò l'ipotesi tra lo scetticismo di molti autorevoli scienziati (tra i quali ad esempio Stephen Hawking ) non è riuscito a nascondere la commozione quando infine ieri dopo alcune anticipazioni al Cern di Ginevra è stata annunciata ufficialmente l'esistenza della particella , nota anche con la denominazione di "particella di Dio", poco amata in verità dallo scienziato. Oggi il quotidiano La Stampa pubblica un 'intervista che rivela il lato umano di questo distinto signore scozzese di 83 anni: "Ho cercato a lungo di essere distaccato ma alla fine non ho potuto evitare il
coinvolgimento emotivo" confessa Higgs "Inizialmente non sapevo minimamente se la particella sarebbe stata scoperta con
me ancora in vita". Appare ora assai probabile il conferimento del Premio Nobel.
Mi sembra infine giusto ricordare che alla realizzazione dell'acceleratore di particelle del Cern e alla riuscita dell'esperimento hanno dato un contribuito determinante studiosi e tecnici italiani.
Il fisico John Ellis in un video spiega com'è e come funziona il bosone di Higgs
mercoledì 4 luglio 2012
A Chelsea è di scena la pittura
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| Sara Cain - galleria Lelong |
Il portale Exibart segnala che a New York, a Chelsea per l'esattezza, cinque gallerie hanno programmato "una sorta di percorso in cinque tappe ...che si propongono attraverso l'aiuto di critici d'arte, curatori, galleristi e, ovviamente, pittori, di indagare quelle che sono le tensioni attuali dentro e fuori il medium più "artistico" di sempre", cioè la pittura. In realtà non poche delle opere esposte, almeno tra quelle riprodotte sui siti delle gallerie (Sikkema Jenkins & Co., Zach Feuer, James Cohan e le famosissime Luhring Augustine e Lelong, tutte comprese tra la 22esima e la 26esima strada), si scostano notevolmente da ciò che siamo abituati a definire pittura, a meno di non voler utilizzare la parola come comodo passepartout di nessuna utilità fenomenologica; ma ci sono altresì notevoli esempi di pittura a pieno titolo che deborda dall'ambito disciplinare più specifico per estendersi alla scultura e all'installazione. Interessante rilevare che gli artisti convolti sono ben 120, noti e meno noti, con opere che dai decenni scorsi si estendono alla più stringente attualità. "Una bella dissertazione," commenta con una punta di malizia Exibart "anche sulla modalità di 'unirsi' delle gallerie in un programma comune ma che, e non dimentichiamolo, forse vuole anche portare a Chelsea prima dell'estate qualche nuovo acquirente". Date per scontate le pur legittime motivazioni commerciali (e anche, nel pieno di una pesante crisi finanziaria, il comprensibile desiderio di ancorarsi alla tangibilità dei manufatti artistici anziché all'immaterialità concettuale), la pittura, nonostante le periodiche e spesso non disinteressate dichiarazioni di morte presunta, sembrerebbe quindi godere di ottima salute e di una sorprendente vitalità...
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domenica 24 giugno 2012
Tzvetan Todorov: riflessioni sulla bellezza
Lo scorso 21 giugno il quotidiano "La Repubblica" ha pubblicato un'intervista di Franco Marcoaldi a Tzvetan Todorov , prima di una serie dedicata al "fantasma della bellezza" (leggi l'articolo) . Argomento spinoso e francamente abusato: "Come tutti i concetti generali, anche quello di bellezza" sostiene Todorov "non si presta a una definizione puramente teorica, poiché riposa su una reazione condivisa intuitivamente" e soggetta al tempo stesso alle oscillazioni del gusto, a canoni tutt'altro che stabili. Né si può negare d'altra parte che spesso la celebrazione della bellezza -in passato almeno- si è associata alla celebrazione del potere. Ma è innegabile l'aspirazione dell'uomo a una rappresentazione intensificata e più alta, diremmo nobilitata, di sè e del mondo: rappresentazione che l'arte contemporanea sembra sprezzantemente rifiutare in nome della verità (quale?), della demistificazione e talora di un esasperato cinismo. "...può anche essere" continua Todorov nell'intervista "che la bellezza si sia rifugiata in altre attività, prive di riconoscimento. Come ci insegna il pensiero orientale, la possiamo trovare anche nei gesti minimi della quotidianità: curare un giardino, comporre un mazzo di fiori, impacchettare con cura un oggetto, possono produrre emozioni estetiche altrettanto intense". Dovremmo concludere che "la bellezza salverà il mondo", come vagheggia il principe Myškin in un celebre passo dell'Idiota di Dostoevskij, frase non a caso scelta da Garzanti quale titolo della traduzione italiana del libro di Todorov Les Aventuriers de l'Absolu ? Lo scrittore bulgaro ci ricorda come molto efferati dittatori e criminali conoscessero e amassero le più raffinate espressioni letterarie e artistiche; ma pensa che "il sentimento morale abbia un fondamento più antico, inscritto nella nostra natura biologica".
mercoledì 6 giugno 2012
Nietzsche: un filosofo pop?
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| Friedrich Nietzsche in un celebre ritratto di Edvard Munch del 1906 |
"Solo un americano poteva avere questo ardire: considerare Nietzsche un filosofo pop": esordisce con queste parole l'articolo di Vincenzo Trione pubblicato oggi sul "Corriere della Sera". L'americano è Arthur Coleman Danto , noto anche in Italia soprattutto per i suoi saggi di estetica (tra i quali "La destituzione filosofica dell'arte" e "L'abuso della bellezza"), ma affermatosi in precedenza nell'ambito della filosofia della storia e dell'epistemologia; risale infatti al 1965 il testo ora pubblicato in italiano e recensito da Trione ("Nietzshe filosofo", Mimesis edizioni con l'introduzione di Tiziana Andina, che due anni fa per le edizioni Carocci aveva già dedicato a questi stessi temi un libro intitolato non a caso "Arthur Danto: un filosofo pop"). Del resto furono moltissimi gli intellettuali (in particolare scrittori, poeti e artisti) che tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento furono conquistati da quella che Nietzsche stesso definì la "filosofia del martello", dialettica sovvertitrice di tutti i valori acquisiti: secondo Danto rappresentò in filosofia quello che nel secondo novecento Warhol rappresenta in arte.
lunedì 28 maggio 2012
Non si farà la discarica di Corcolle
È ufficiale: la
paventata discarica di Corcolle, sita a poca distanza da Villa Adriana di Tivoli, non si farà (leggi
comunicato AGI). Si chiude così la spinosa vicenda che aveva
suscitato le comprensibili proteste di Italia Nostra, delle
associazioni ambientaliste e di numerose personalità della cultura e
una vasta eco internazionale, nonché la minaccia di dimissioni del
Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi.
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