| Pelizza da Volpedo - "La neve" |
Fino al 12 febbraio è aperta a Padova negli spazi di Palazzo Zabarella la mostra "Il simbolismo in Italia" a cura di Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, cui Marco Vallora ha dedicato l'altro ieri un interessante articolo sul quotidiano "La Stampa" ( leggi l'articolo). "Non è ancora il saltimbanco picassiano, studiato da Starobinsky come allegoria del secolo novecentesco, primordiale e pauperista, alle soglie del circo ribaltato del cubismo di grado zero" scrive Vallora "ma certo anche il franante e polimorfo artista ipersensibile del tardo-Ottocento simbolista può esser considerato un acrobata, un funambolo della Metafisica". Merita davvero una visita la mostra, sia per la qualità delle opere esposte sia per il sapiente inquadramento del simbolismo italiano nel più vasto fenomeno europeo, che il titolo dell'articolo definisce nona caso "la culla visionaria della modernità". Ormai è del resto da qualche decennio almeno acquisita l'inattendibilità di una linea critica che vorrebbe far discendere tutta l'arte più innovativa del novecento dall'impressionismo; e del pari è acquisita la pluralità dei centri d'irradiazione del nuovo, non solo Parigi ma anche Vienna, Monaco (l'elenco potrebbe allungarsi non poco) e - in misura minore ma certo non trascurabile - anche Milano, che sarà non a caso di lì a poco culla del Futurismo.
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