La notizia è preoccupante: l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, uno dei più importanti centri di restauro del mondo, manca dei fondi per l'ordinario funzionamento ed opera ormai con un personale di 100 unità contro le 160 previste in organico, a causa del mancato turnover. A rischio anche la funzione di ricerca e formazione molto richiesta da altri istituti di restauro ed importanti musei italiani ed europei. Del problema si occupa oggi un articolo di Marco Gasperetti sul Corriere della Sera . ( vai all'articolo ) Qualche giorno fa l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti ha chiesto un incontro urgente al ministro per i Beni e le Attività Culturali. Ci auguriamo qualche significativo risultato: la credibilità di uno stato non si valuta solo dallo spread, ma anche dalla capacità di tutelare la sopravvivenza e l'attività delle proprie istituzioni più prestigiose
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