Oggi sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella denuncia la preoccupante mancanza dei temi della cultura e della tutela del patrimonio artistico e paesaggistico dal dibattito politico in piena campagna elettorale; e -come è nelle sue abitudini- snocciola dati inequivocabili. Consultando l'archivio Ansa, la maggiore agenzia giornalistica nazionale, risulta che nell'ultimo mese "in totale i sei leader in corsa hanno avuto 5.284 titoli di cui solo 3 (tre!)
che in qualche modo facevano riferimento alla cosa per la quale l'Italia è
conosciuta e amata nel mondo", la cultura appunto. Lo scorso 6 dicembre riportavo la notizia dell'inaugurazione in Francia della nuova sede del Louvre a Lens, in passato importante centro minerario ma da tempo in grave crisi economica: un massiccio investimento nella cultura quale fattore essenziale del rilancio economico di una regione depressa. Senza dimenticare, naturalmente, che la cultura è patrimonio collettivo.
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sabato 2 febbraio 2013
mercoledì 2 gennaio 2013
Ville Venete sotto assedio
Qualche giorno fa Gian Antonio Stella ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo dal titolo tristemente eloquente ("Assedio alle ville venete. I gioielli sotto il cemento"), corredato di cifre allarmanti: invito quanti seguono questo blog a leggerlo attentamente. Il vincolo monumentale cui gli edifici sono sottoposti, infatti, raramente si estende al territorio circostante, che andrebbe invece tutelato insieme ai manufatti architettonici. La foto che da quell'articolo ho tratto è emblematica di un territorio ferito e gravemente compromesso: in fondo, sotto il puntino rosso Villa Trissino Giustiniani a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, in primo piano un silos agricolo. Esempi del genere sono numerosi purtroppo nel Veneto.
giovedì 6 dicembre 2012
Ma è poi vero che con la cultura non si mangia?
Vaste aree minerarie dismesse e degradate, una disoccupazione altissima, un reddito pro-capite tra i più bassi dell'intera nazione; per rilanciare la cittadina di Lens e il territorio circostante lo stato francese e la regione del Nord Pas de Calais hanno investito somme enormi nella costruzione di un museo, sede staccata del Louvre. Progettato da un team di architetti giapponesi, appena inaugurato dal presidente François Hollande, che l'ha definito “una folle scommessa e un esempio riuscito di decentralizzazione e di valorizzazione del territorio, passando per la cultura”sarà aperto al pubblico il prossimo 12 dicembre. Quando nel 2004 il Louvre decise di aprire una nuova sede fu compilato un elenco di aree in grave crisi economica che proprio da tale insediamento avrebbero potuto trovare l'occasione di un rilancio, secondo una formula già sperimentata con successo a Bilbao con il Museo Guggenheim: la scelta cadde su Lens, centro minerario decaduto. Il nuovo museo è destinato ad ospitare a rotazione circa duecento opere provenienti dalla sede parigina, compresi capolavori di rilevanza assoluta, e inoltre mostre temporanee (la prima è dedicata al Rinascimento). Sono già numerose le richieste di nuove licenze per bar, ristoranti, alberghi ed è previsto l'arrivo di almeno mezzo milione di turisti all'anno. “E noi qui, malinconici, a guardare" commenta Gian Antonio Stella in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera "E ad ascoltare tutti i giorni il solito ritornello: c'è la crisi, bisogna tagliare, con la cultura non si mangia..."
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