“ 'Il pittore si dà con il suo corpo’ dice Valery. E, in effetti, non si vede come uno Spirito potrebbe dipingere. È prestando il suo corpo al mondo che il pittore trasforma il mondo in pittura".
Maurice Merleau-Ponty, L'occhio e lo spirito
"Prestando il suo corpo" il pittore si inserisce nella fitta trama di percezioni, umori, ricordi di cui è intessuto il "mondo della vita", non si pone dalla parte di un soggetto contrapposto ad un oggetto, guarda ed "è guardato"; possiede un sapere corporeo, pre-razionale e un sapere "tecnico" (la pittura appunto, con il suo bagaglio di strumenti e procedimenti) che gli ha consentito di affinare e rendere più perspicuo il primo e fare della sua pratica inventiva (di cui in un memorabile saggio di Merleau-Ponty la paziente ricerca di Cézanne, venata di dubbi ma animata da incrollabile tenacia, è emblema di straordinaria evidenza) un'incessante interrogazione dell'enigma della visione: incessante perché inesauribile è l'enigma.
Trasformare il mondo in pittura, a partire proprio da questa immersione piena e disarmata nel mondo, significa quindi non riprodurlo ma riproporlo allo stato nascente, ogni volta per la prima volta e mai una volta per tutte, nel cuore stesso dell' Essere.
![]() |
| Maurice Merleau-Ponty |
Trasformare il mondo in pittura, a partire proprio da questa immersione piena e disarmata nel mondo, significa quindi non riprodurlo ma riproporlo allo stato nascente, ogni volta per la prima volta e mai una volta per tutte, nel cuore stesso dell' Essere.

Nessun commento:
Posta un commento